
GIOVEDI' 2 FEBBRAIO 2012 ORE 21.00
|
RUGGINE |
|
| produzione | ITALIA |
| anno | 2011 |
| regia | Daniele Gaglianone |
| interpreti | Cinzia adulta: Valeria
Solarino Dr. Boldrini: Filippo Timi Sandro adulto: Stefano Accorsi Carmine adulto: Valerio Mastandrea Carmine bambino: Giampaolo Stella Sandro bambino: Giuseppe Furlò Cinzia bambina: Giulia Coccellato Tonio: Giacomo Del Fiacco Andrea: Leonardo Del Fiacco Rosalia: Alessia Di Domenica Betta: Annamaria Esposito Margherita: Giulia Geraci |
| genere | Drammatico |
| durata | 109' |

Autore: Paolo D'Agostini - Testata: la Repubblica
Con il suo Ruggine il regista Daniele Gaglianone ha inteso
raccontare una favola nera, buia, tenebrosa. Più
precisamente, forse, ha cercato di rappresentare con i suoi
occhi e la sua sensibilità di adulto, oggi, quel marcio,
quel lugubre, quel mostruoso che gli occhi e la sensibilità
del bambino, e probabilmente di lui stesso bambino, non
hanno potuto e non possono cogliere per intero pur
trattenendo la percezione di qualcosa di oscuro, di brutto e
pauroso. Questa almeno sembrerebbe la base del racconto.
Fintanto che l'Orco resta ben protetto dalla sua esteriorità
rispettabile, e fintanto che i bambini non ci si rivelano
coscienti del Male e suoi giustizieri.
Proviamo a dare conto di ciò che accade nel film adottando
però una linearità che è totalmente smentita dalle immagini,
dal loro ritmo e dal montaggio che segue invece un non-filo,
un andamento che qualche spettatore potrà perfino trovare
capriccioso. Nel passato, diciamo seconda metà anni
Settanta, c'è un orribile quartiere dormitorio dell'estrema
periferia torinese abitato da famiglie operaie. Sappiamo
poco del mondo adulto, l'attenzione si concentra sui
ragazzini che giocano e soprattutto sulla banda che ha
adottato come sua roccaforte il poco distante "castello",
cioè i resti sferraglianti e rugginosi di vecchi impianti
abbandonati. Tra loro vengono messi a fuoco Carmine, il più
violento e spericolato, il capo naturale, Sandro e Cinzia,
che si scambiano innocenti tenerezze, entrambi soggiogati
dal carisma dell'amico. In questa comunità sopraggiunge il
dottor Boldrini (Filippo Timi), il nuovo medico della zona,
che veste azzimato e viaggia in Mercedes, e mette in
soggezione con le sue maniere signorili. Ne sono tutti
ammirati e intimiditi. Poi inizia l'incubo. Prima una
bambina, poi un'altra, infine una terza. Spariscono, le
prime due vengono ritrovate ed è un macabro spettacolo. La
terza è la sorellina di Carmine.
Nel futuro, diciamo nell'oggi, insomma trent'anni dopo. Due
uomini e una donna. Quello che ciondola tutto il giorno in
un modesto bar di periferia (Valerio Mastandrea) gonfio di
rabbia e di amarezza dev'essere Carmine. L'altro che
trascorre la giornata a giocare con il suo bambino dev'essere
Sandro (Stefano Accorsi). E la prof che partecipa allibita
agli scrutini della scuola dove è appena arrivata davanti
agli squallidi commenti dei colleghi maschi sulla
studentessa che in un tema ha denunciato le molestie del
patrigno, è per forza Cinzia (Valeria Solarino). Tutto nel
film ci fa invece credere che i tre hanno perso le tracce. E
la scena sui titoli di coda che li vede riuniti su un vagone
della metropolitana appare puramente onirica. Gaglianone
(autore nel 2000 di uno splendido debutto: I nostri anni) ha
stile, personalità, punto di vista. Il suo film costringe a
un'esperienza pesante e faticosa che non produce il
risultato che poteva produrre. Timi, senza discussioni un
talento di prima fila, che dopo Bentivoglio e Servillo si
colloca decisamente nel solco del perfezionismo alla
Volonté, indebolisce il suo personaggio demoniaco facendogli
fare il matto.
Autore: Maurizio Porro - Testata: Il corriere della
sera
(...) Gaglianone chiama la meglio mezza età del nostro
cinema per una crudele favola a 4 percorsi incrociati,
disordine che si fa ordine suggestivo e ci guarda negli
occhi. Mastandrea è il migliore in campo
DOMENICA 5 FEBBRAIO 2012 ORE 15.30
|
HAPPY FEET 2 |
|
| produzione | Australia/USA |
| anno | 2011 |
| regia | Geoge Miller |
| interpreti | |
| genere | family,animazione,commedia |
| durata | 100' |
Il pinguino Mambo ha un problema: suo figlio Erik, che si rifiuta di danzare, incontra il prode Sven, il pinguino che sa volare. La situazione volge però al peggio quando il mondo è scosso dalla minaccia di forze ostili: per rimettere le cose a posto, Mambo si adopera perché si alleino le tribù dei pinguini.
Autore: Luca Raffaelli - Testata: la Repubblica
I pinguini in 3D sanno ballare magnificamente il tip tap.
Sono tanti, e stanno tutti insieme, come gli spettatori in
un grande concerto rock. E ballano e cantano, e si muovono a
tempo, e non tutti allo stesso modo, perché le magie del
computer permettono la moltiplicazione dei personaggi, ma
poi si può intervenire sul movimento di qualcuno, per farlo
ballare a modo suo. La bellezza di Happy feeet 2 è qui, in
alcune scene che lo compongono e nelle ricostruzioni di
paesaggi, anche sottomarini. Ad alternare le scene dei
protagonisti, ci sono infatti due krill (crostacei simili ai
gamberi) che cercano di staccarsi dal loro sciame per
cercare il proprio destino: peccato che il film non trovi il
proprio. Puntando sulle scene musicali e su voci originali
di prim’ordine (Robin Williams, Brad Pitt e Matt Damon), non
costruisce i personaggi né una trama avvincente. Ma le
sorprese non mancano, come quando il piccolo Erik intona
(con altre parole) E lucean le stelle dalla Tosca di
Puccini, poi immediatamente rimpiazzata dal Rawhide che i
fan dei Blues Brothers conoscono bene.
Autore: Maurizio Acerbi - Testata: il Giornale
(...) I pinguini protagonisti non sono così accattivanti ma
il 3D, con scenari mozzafiato ed una fotografia da
incorniciare, giustifica, caso raro, il rincaro del
biglietto.
GIOVEDI' 9 FEBBRAIO 2012 ORE 21.00
|
ALMANYA - La mia famiglia va in Germania |
|
| produzione | Germania |
| anno | 2011 |
| testo e regia | Yasemin Samdereli |
| interpreti | Canan: Aylin Tezel Hüseyin, anziano: Vedat Erincin Hüseyin, giovane: Fahri Yardim Fatma, anziana: Lilay Huser Fatma, giovane: Demet Gül Ali: Denis Moschitto Gabi: Petra Schmidt-Schaller Cenk: Rafael Koussouris Leyla: Aliya Artuc Muhamed: Kaan Aydogdu Funzionario tedesco: Axel Milberg Uomo del negozio: Walter Sittler |
| genere | Commedia |
| durata | 97' |

Protagonista del film è la famiglia Yilmaz, emigrata in Germania dalla Turchia negli anni ’60 e giunta ormai alla terza generazione. Dopo una vita di sacrifici, il patriarca Hüseyin ha finalmente realizzato il sogno di comprare una casa in Turchia e ora vorrebbe farsi accompagnare fin lì da figli e nipoti per risistemarla. Malgrado lo scetticismo iniziale, la famiglia al completo si mette in viaggio e alle nuove avventure nella terra d’origine si intrecciano i ricordi tragicomici dei primi anni in Germania (Almanya in turco), quando la nuova patria sembrava un posto assurdo in cui vivere. Lungo il tragitto, però, vengono a galla molti segreti del passato e del presente e tutta la famiglia si troverà ad affrontare la sfida più ardua: quella di restare unita.
Autore: Anna Maria Pasetti - Testata: Il Fatto Quotidiano
(...) Fiabesco seppur realistico in ciò che conta, Almanya contribuisce al
filone “migration movie” con l’ironia ancora acerba ai tempi di East is East
(1999) (...). Setacciare col sorriso 50 anni di una famiglia turca migrata nei
’60 a Dortmund era un’impresa psico-sociologica monumentale, che le sorelle
Samdereli hanno edificato con la maturità rispecchiata da un popolo ormai
radicato attorno all’Albero di Natale mangiando kebab.(...)
Autore: Massimo Bertarelli - Testata: il Giornale
Gradevole commedia scritta e diretta da due sorelle d’origine turca, ormai
tedesche d’adozione. Capaci di raccontare con garbo, umorismo e tenerezza la
storia della loro famiglia (...) Garantite risate e, volendo, lacrimucce.
Autore: Christian Buß - Testata: Der Spiegel
(...)Nel film tutti i cliché sui turco-tedeschi sono gonfiati come bolle di
sapone e poi fatti scoppiare in modo molto divertente. (...) Quello che succede
nel film non corrisponde ovviamente alla realtà, ma descrive bene cosa provano
gli immigrati di vecchia data come Opa(...) L’aspetto positivo di Almanya è che,
appena si pensa che le sorelle Şamdereli abbiano esagerato con il buonismo,
arriva qualcosa di malefico
Autore: Alessandra Levantesi Kezich - Testata: La Stampa
(...) è il piccolo affresco di un mondo post-migratorio consapevole della
necessità di conservare viva la memoria del passato in onore di chi fu e per
l’arricchimento di chi verrà. Vivace, ben orchestrata, animata da bravi attori,
la pellicola è soprattutto rinfrescante e non banale per il modo allegro con cui
affronta il tema dell’integrazione (...)
Autore: Maurizio Porro - Testata: Il corriere della sera
(...) Film su migranti, genere primario, che mescola benissimo dramma e commedia
nel viluppo inestricabile della curiosità per la vita. (...) Da vedere.
GIOVEDI' 16 FEBBRAIO 2012 ORE 21.00
|
LE IDI DI MARZO |
|
| produzione | USA |
| anno | 2011 |
| regia | George clooney |
| interpreti | Molly Stearns: Evan Rachel
Wood Mike Morris: George Clooney Jeffrey Wright Ida Horowicz: Marisa Tomei Ben Harper: Max Minghella Tom Duffy: Paul Giamatti Paul Zara: Philip Seymour Hoffman Stephen Myers: Ryan Gosling Beth Morris: Talia Akiva |
| genere | Drammatico |
| durata | 101' |
In Ohio, in un prossimo futuro, durante le primarie dei democratici per la presidenza degli Stati Uniti, un giovane e idealista guru della comunicazione lavora per un candidato, il governatore Mike Morris, e si trova, suo malgrado, pericolosamente coinvolto negli inganni e nella corruzione che lo circondano.
Autore: La Repubblica - Testata: la Repubblica
Capitasse mai a nostre eventuali primarie un tipo come il
governatore Mike Morris di Le idi di marzo, saremmo a posto.
Soprattutto in questi tempi spaventati e musoni, in cui le
minacce di sommo tartassamento non sono compensate da
promesse di un roseo futuro di giustizia sociale. Morris
infatti è un uomo appassionato, che più democratico non si
può. Conquista con lo sguardo di velluto, il sorriso
avvolgente. Trattasi del meraviglioso George Clooney, cui i
50 anni hanno donato piccoli cedimenti che rendono sublime
un viso maschile: regista al suo quarto film, ha scelto
attori eccelsi, riservando a se stesso il ruolo di aspirante
presidente degli Stati Uniti. Le idi di marzo non rivela
nulla che gli americani non sappiano già, e anche noi: che
cioè la politica è corrotta, che ogni mezzo anche il più
spietato è buono per raggiungere il potere. Ma Clooney sa
emozionare in modo raffinato e intelligente raccontando come
fosse un noir ed evitando ogni ideologia, il mondo crudele e
affannoso, quasi delinquenziale, di ipotetiche ma verosimili
primarie americane del partito democratico, (di Obama, suo),
nello stato cruciale dell'Ohio.
Autore: Fabio Ferzetti - Testata: Il Messaggero
(...) In fondo Clooney non racconta la delusione di un
giovane idealista. Racconta come quello stesso idealista si
ritrovi a commettere bassezze di cui non si sarebbe mai
creduto capace - e con un certo gusto per giunta. (...) la
forza di questo film brillante e insieme stranamente freddo,
sta proprio in questa deliberata ambiguità, lontana dalla
morale rotonda di Good Night and Good Luck.(...)
Autore: Maurizio Acerbi - Testata: il Giornale
(...) ̀ un film di una bellezza sconvolgente. Perfetto nei
meccanismi, straordinariamente interpretato (ogni attore,
anche di supporto, si supera in bravura), con una
sceneggiatura impeccabile. Un thriller politico maestoso,
che parte lento ma che, dopo venti minuti, ti aggancia alla
poltrona e non ti molla più.(...)
Autore: Alberto Crespi - Testata: l'Unità
(...) Le idi di marzo è un ginepraio di ricatti, di veti
incrociati, di telefonate che arrivano al destinatario
sbagliato, di informazioni passate al giornalista “giusto”
perché possano essere lette dalle persone giuste. È un mondo
persino semplice: non è politica, è giungla, è lotta
darwiniana per il potere. Non che tutto sia nuovo o
sconvolgente. Ma è affascinante il tono pacato, quasi
classico con il quale Clooney padroneggia la materia. (...)
Clooney fa ottimo cinema popolare.(...)
Autore: Alessandra Levantesi Kezich - Testata: La Stampa
(...) Clooney ha messo su una squadra fantastica, regalando
all’emergente Ryan Gosling (notato a Cannes in Drive ) una
probabile, anzi sicura, seconda candidatura all’Oscar;
affidando ad attori di peso come Philip Seymour Hoffman e
Paul Giamatti due importanti ruoli di sostegno; e riservando
a se le suadenti ambiguità di Morris, mentre Evan Rachel
Wood impersona con la dovuta fragilità la vittima
predestinata. Perfetti la colonna sonora, la fotografia, i
costumi, l’ambientazione dal vero in Detroit e dintorni.
Unica obiezione possibile: è tutto troppo giusto, troppo
calibrato. E allora ? Evviva il classicismo.
Autore: Paolo Mereghetti - Testata: Il corriere della
sera
(...) un film decisamente buono, di solida struttura
narrativa (non a caso all'origine c'è una pièce di Beau
Willimon) e con un cast di attori che si vorrebbe non
finissero mai di recitare.(...)
GIOVEDI' 23 FEBBRAIO 2012 ORE 21.00
|
IL GIORNO IN PIU' |
|
| produzione | Italia |
| anno | 2011 |
| regia | Massimo Venier |
| interpreti | Silvia: Camilla Filippi Giacomo Bonetti: Fabio Volo Michela: Isabella Ragonese Tom: Jack Perry Boldrini: Luciana Littizzetto Dante: Pietro Ragusa Ricardo: Roberto Citran Mamma di Giacomo: Stefania Sandrelli |
| genere | Commedia, Sentimentale |
| durata | 111' |
Giacomo Bonetti per tutta la vita ha evitato ogni sorta d'impegno affettivo e sentimentale. Ma le cose cambiano quando incontra una ragazza su un tram: un'apparizione improvvisa in mezzo ai passeggeri. La incontra tutte le mattine andando a lavorare sul bus che attraversa la città. Quando finalmente riesce a parlarle e passare una serata con lei viene a sapere che si chiama Michela e che è il suo ultimo giorno in Italia; sta per andare a vivere a New York dove le hanno offerto un incarico in una prestigiosa casa editrice. Un bacio lunghissimo e poi più niente, solo un saluto dal finestrino di un taxi. Si sono incontrati troppo tardi. A Giacomo propongono un grosso affare in Sud America, lui accetta, ma durante il trasferimento l'aereo fa scalo in una città non troppo distante da New York. È un attimo, un impulso irresistibile. È il cuore a comandare. Giacomo scende dall'aereo e la va a cercare. La storia è tratta dal romanzo omonimo di Fabio Volo.
Autore: Massimo Bertarelli - Testata: il Giornale
(...) commedia romantica, con dialoghi molto spiritosi.(...)
La fine è scontata, ma pazienza, ci siamo divertiti
abbastanza
Autore: Federico Pontiggia - Testata: Il Fatto Quotidiano
(...) Il personaggio, manco a dirlo, è un prevedibile se
stesso d’italica ossessione, con sicurezze esterne e
fragilità interiori. Specie in territorio femminile,
altrimenti chiamato “prigione”. La crisi si chiama Michela (Ragonese)
e per conquistarla val bene un viaggio a NY, specie nel
fighetto Village. Quivi la commedia assorbe tratti dei “Meg
Ryan movies” o dei recenti Friends with Benefits, trovando i
suoi momenti migliori. Che però non bastano al totale
sdoganamento di certi cliché devianti sulla solita menata
all’italiana. (...)
Autore: Alberto Crespi - Testata: l'Unità
(...) un copione prolisso e meccanico, in cui tutto deve
tornare, in cui le coincidenze tracimano dallo schermo, in
cui tutto deve portare al bacio finale. Nel nome
dell’Incredibile: mai visto un film così assurdo e, al tempo
stesso, così prevedibile.
Autore: Maurizio Porro - Testata: Il corriere della sera
(...) I caratteri ci sono, la Ragonese e Volo emanano voglia
di tenerezza e identificazione, molesta la tanta pubblicità
smaccata.
DOMENICA 26 FEBBRAIO 2012 ORE 15.30
|
IL GATTO CON GLI STIVALI |
|
| produzione | USA |
| anno | 2011 |
| regia | Chris Miller |
| interpreti | |
| genere | animazione |
| durata | 90' |
Le spade si incroceranno e i cuori saranno infranti in questa avventura che vedrà come protagonista il più amato personaggio dell'universo di Shrek, il Gatto con gli stivali. Si tratterà di una corsa spericolata attraverso i primi anni del Gatto quando fece squadra con Humpty Dumpty, la mente e Kitty la gatta di strada, per rubare la famosa papera dalle uova d'oro.
Giovedì: ingresso con tessera o biglietto 5,50 Euro
Domenica: ingresso con biglietto 4,50 Euro
Altri giorni: ingresso con biglietto 5,50 Euro (prime visioni € 6.00)